mercoledì 5 dicembre 2012

LINGUA SARDA RISORSA PER LA SARDEGNA

CAGLIARI, 3 DICEMBRE 2012- "Il bilinguismo è una risorsa contro la crisi e può essere la base per un nuovo progetto di rilancio economico, sociale e culturale per la Sardegna. La lingua sarda e le varietà alloglotte devono unire le nostre genti e non dividerle".

Lo ha detto l'assessore della Pubblica Istruzione, Sergio Milia, chiudendo ad Aggius i lavori della settima Conferenza della lingua sarda. Dichiarazioni che non si sono fermate al problema linguistico, ma lo hanno collegato a scenari politici di prospettiva economica e ambientale.

"La Gallura - ha sottolineato Milia - è l'esempio di un territorio che ha puntato su un'economia sostenibile fatta di cultura, ambiente e turismo. Altri territori hanno fatto scelte diverse. La stessa lingua è stata sacrificata in nome di un falso progresso, mentre autorevoli istituzioni accademiche di tutto il mondo ci dimostrano che il bilinguismo, anche di lingua minoritaria, favorisce lo sviluppo. E' ora di un nuovo progetto politico per la Sardegna basato sulla sua cultura, sulla sua lingua, sull'ambiente, sul turismo, sul benessere. Un nuovo modello sociale sardo".

Due giorni di dibattito serrato, esperienze e testimonianze che hanno tenuto impegnati centinaia di operatori, attivisti, militanti, attori, musicisti, poeti e scrittori. Il filo conduttore delle quattro sessioni dei lavori è stato quello di garantire la sopravvivenza della lingua sarda storica, insieme alle altre minoranze linguistiche presenti in Sardegna: il catalano di Alghero, il ligure di Carloforte e Calasetta, il turritano e il gallurese, che ha avuto un trattamento e attenzioni speciali vista la sede prescelta quest'anno in piena Gallura.

Sia nella sessione dedicata al teatro, sabato mattina, sia in quella dedicata al tradizionale mondo dei premi letterari di poesia, il sabato pomeriggio, si è messo l'accento sulla necessità di un rilancio e di uno svecchiamento dei canoni di approccio a questi temi. In particolare è emerso il grave problema della disinformazione e della poca attenzione dei media verso la politica linguistica e anche la diffusione continua di luoghi comuni, stereotipi e pregiudizi che certo non aiutano la riscoperta della lingua regionale.

Nella giornata di chiusura, interamente dedicata alla politica linguistica e al movimento degli uffici linguistici, si è lavorato assiduamente alla messa a punto di proposte operative da presentare alla Giunta e al Consiglio Regionale per un sostegno più puntuale delle azioni culturali più rilevanti.

In due giorni sono intervenuti circa 150 relatori con una modalità di dibattito agile e breve definito "orizzontale". Ma il vero clou della manifestazione è stato proprio l'intervento dell'assessore regionale Milia che ha più riprese ha manifestato la sua disponibilità a raccogliere le istanze.
"Abbiamo messo in campo tante azioni contro uno Stato tiranno che nell'ultimo anno ha cercato di ridimensionare in ogni modo la lingua sarda – ha detto l'assessore Milia – ma come classe dirigente sarda, come Giunta, come Consiglio Regionale non possiamo chiedere a Roma, una tutela della lingua che neppure noi diamo. Pertanto credo che, da un lato il Movimento Linguistico debba fare proposte concrete, dall'altro il Consiglio Regionale debba essere attento alle istanze, anche di sostegno finanziario alle politiche linguistiche, di questo importante settore culturale dell'isola". 


(fonte: regione sardegna: http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=214138&v=2&c=220&t=1 )

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